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clubbing_whiteDopo la tempesta si spera torni un po' di quiete. Ho vissuto male questi giorni. Non credevo che un'intervista mi avrebbe coinvolto fino al punto di 'litigare' anche con persone che un tempo consideravo amici. Domenica scorsa sono tornato amareggiato a riprendermi le copie di Clubbing non distribuite al Borgo a causa della pubblicazione sul numero di luglio di una mia intervista ad Alessio De Giorgi. (fonte gayclubbing.it)
Paolo Ferigo in un sms  aveva scritto che ero un delatore, in una email che sarebbe iniziato il boicottaggio di Clubbing (e non solo). C'era chi sosteneva che anche da parte mia ci fosse un complotto contro la direzione nazionale dell'Arcigay e interessi da difendere. Stavo semplicemente combattendo  la mia piccola battaglia per la libertà di stampa e la libertà di espressione. E forse sono stato frainteso.
Mi fa piacere che Paolo abbia risposto alle mie 'cattive domande' come aveva fatto Alessio nell'intervista incriminata. Questa per me è democrazia. Ho bisogno di capire cosa sta succedendo e credo che anche i lettori abbiano lo stesso diritto.
Per quanto mi riguarda auspico solo che questa fase di tensione si affievolisca e riprenda il dialogo all'interno della comunità. Da parte mia farò il possibile e scusatemi se mi sono lasciato prendere dalla foga nei giorni scorsi, prenderò una tisana che consiglio anche  a tutti coloro che sono stati   
coinvolti nella querelle.    




1- A quanto ammonta il tesoretto Arcigay MIlano

R. Nell'ultimo bilancio approvato dall'Assemblea dei soci, il 29/11/2008,
inviato alla Provincia come da Legge e disponibile per qualunque socio lo
voglia esaminare, l'accantonamento ammontava ad € 496.624,43 che sommato
allì'avanzo dell'esecizio 2007/2008, pari ad € 119.643,15, da un totale di €
616.267,58.


2- Come volete utilizzarlo?

R. Lo scopo dell'accantonamento è di creare un gay center polifunzionale a
Milano.


3 - Perché non avete sostenuto la libreria Babele?

R. Non è compito del C.I.G. o di Arcigay in generale sostenere economicamente
attività commerciali private. Ci siamo offerti di rilevare la libreria al fine
di preservarne il valore sociale, culturale e storico pur sapendo delle
difficoltà economiche che comporta un'attività del genere ma fattori a noi non
riconducibili, ed ampiamente trattati a suo tempo, ci hanno impedito di
concludere la trattativa.


4 - Perché vi siete disinteressati  quando De Corato ha attaccato via 

Sammartini con il coprifuoco alle 10.00 di sera nonostante il Tar ci 

abbia dato ragione per ben due volte?

R. Quando ci fu un brutale atto intimidatorio contro i locali e i
frequentatori di via Sammartini, con controlli di polizia a tappeto e anche il
fermo dell'On. Grillini ci attivamo immediatamente con un sit-in e comunicati
stampa tanto che andammo anche ad incontrare il Questore. Nel caso di De Corato
la situazione era ben diversa in quanto la decisione da lui presa era di ordine
pubblico per la quale non avevamo elementi per poterla contestare. Come
ricorderai ci incontrammo a tal proposito e ti proponemmo un possibile percorso
comune che era quello di attivare tutti i locali della via perché di loro
iniziativa venisse creato un servizio d'ordine e di controllo, che noi eravamo
disposti a supportatare, che avrebbe reso ingiustificati i motivi del
coprifuoco. Ma a questa proposta i locali no dettero seguito. E noi non petemmo
fare nulla.


5 - Ti sei reso conto che con il Borgo (arricchendo una struttura 

etero) avetedecretato la morte della vita gay a MIlano la domenica 

sera (a parte naturalmente la serata del Borgo) inimicandovi quasi 

tutti  gli esercenti dei locali milanesi che anche per questo da anni 

ormai non partecipano più alle vostre iniziative?

R. Di che vita gay a Milano la domenica sera stai parlando? Quando nascemmo,
al Colony di piazza XXIV Maggio, lo facemmo per cercare di raccogliere fondi
per le iniziative organizzate dal C.I.G. (vedi Pride, Festival del Cinema,
Telefono Amico, Accoglienza, Prevenzione, Convegni, ecc.ecc) per i quali
nessuno dei locali contribuiva. Ci posizionammo in un orario in cui non c'era
null'altro, dopo il Gasoline e prima del Papé, proprio per non dare fastidio.
La prima sera eravamo in 118, tutti volontari del CIG, facendo da mangiare a
casa nostra. Poi la serata piacque e crebbe. Se altri non sono stati finora in
grado di proporre iniziative alternative valide non è certo per colpa nostra.
Non arricchiamo una struttura "etero", (che non avrebbe certo bisogno di noi)
abbiamo con una struttura commerciale che ha creduto in noi un accordo
vantaggioso per entrambi. Nessun esercente "gay" all'inizio ha voluto
scommettere su di noi. Hanno sbagliato valutazione. Mi spiace ma è così. Con la
nostra politica dei prezzi abbiamo calmierato il mercato che aveva raggiunto
eccessi ingiustificati, pur sottostando per intero alle leggi fiscali e
volutamente senza l'obbligo del tesseramento perché siamo per l'integrazione
(Join the Gap = Unisci la distanza). Probabilmente abbiamo semplicemente dato
una risposta ai desideri di una grande fetta della popolazione LGBT e nel
contempo raccolto fondi per la popolazione LGBT. Chi pensi abbia pagato per i
Pride, e gli eventi collegati, dal 2001 in poi? E chi pensi si debba
ringraziare se è ancora possibile organizzare il Festival del Cinema a Milano?
Giusto per fare gli esempi più visibili?
I gestori dei locali gay milanesi sono esercenti commerciali con scopo di
lucro, a parte qualche raro caso in cui fanno qualche benemerita iniziativa
politica o culturale, come tutti gli altri etero. Noi ci preoccupiamo della
popolazione LGBT generale non dei singoli interessi personali.


6 - Perché non è stato organizzato il Pride milanese e perché ti 

rifiuti di rispondere a qualsiasi collaborazione di esterni per 

organizzarlo (compreso la mia)

R. Il Pride di Milano quest'anno non è stato da noi organizzato per le stesse
ragioni per cui non lo fu nel 2006. La presenza di un Pride nazionale in una
città vicina a cui non si voleva fare ombra. Dietro specifica richiesta degli
organizzatori dei Pride nazionali e con l'accordo del movimento. Scelta
politica quindi. Ma non siamo stati comunque con le mani in mano collaborando
con Genova all'organizzazione e alla buona riuscita della manifestazione e
della festa finale.
Nego la tua affermazione che noi abbiamo rifiutato collaborazioni
nell'organizzazione del Pride milanese. Anzi, le abbiamo anche stimolate. Su
nostra iniziativa si riuscì a organizzare anche una collaborazione con i
maggiori esercenti milanesi per il Pride del 2006. Quando si parla di
collaborazione però si dovrebbe partire da un equilibrata ripatizione degli
oneri e degli onori. Noi non siamo una struttura in grado di sopportare, e
supportare, gli interessi e i progetti di tutti senza un corrispondente
contributo. Abbiamo tutti i limiti che da una organizzazione che si basa sul
volontariato ci si può aspettare ma che spesso non sono compresi da chi
"lavora" nell'ambito LGBT.


7 - Perché il tesoretto che dovrebbe ammontare ad almeno 400-500 mila 

euro non è stato ancora utilizzato per un centro polivalente?

R. Come prima ho risposto è anche superiore a quanto indichi, ma non ritengo
che "tesoretto" sia un termine adeguato. Quanto il C.I.G. è riuscito a mettere
da parte, quasi tutto investito in titoli di stato al riparo da eventuali
"colpi di mano", è il frutto dell'impegno di parecchi volontari che da anni
dedicano, o hanno dedicato, una grande parte del loro tempo nella preparazione
e nella gestione della domenica sera, senza nessuna gratificazione, in
particolare economica, se non quella di avere tre consumazioni gratuite.
Il fatto che non è ancora stato utilizzato per il fine che indichi, e che è
quello che ci siamo prefissati, è semplicemente perché non è ancora stata
individuata la sede adeguata, per spazi, costi e luogo. Non si deve pensare al
semplice acquisto, o affitto, di una nuova sede che deve avere anche dimensioni
ragguardevoli, ma ai costi per l'arredamento, le atrezzature e il mantenimento.
Chiunque viva a Milano o conosca i valori di questa città potrà capire che
anche se sono tanti i soldi messi da parte non sono ancora sufficenti a
garantire non solo la creazione, ma anche la continuità di un centro come ci
siamo prefissi debba essere e come Milano merita di avere.


8 - Perché al Borgo non si da spazio proibendo la distribuzione dei 

volantini di altri locali non concorrenti alla tua serata domenicale.

R. Al Borgo sono sempre stati presenti volantini e pubblicità di chiunque lo
chiedesse. Secondo però alcune regole valide per tutti: che ne venga
preannunciata la distribuzione, che non siano in diretta concorrenza con la
serata e che siano in linea con i fini e gli indirizzi dell'Associazione. Per
accordi con la struttura che ci ospita la distribuzione è consentita solo
all'ingresso del locale, non all'interno (se non per casi particolari di
collaborazione diretta) e non nel parcheggio. Se le regole sono rispettate non
si è mai negata la possibilità. Come possono testimoniare tutti i nostri utenti
e parecchi gestori o organizzatori.


9- Trovi giusto difendere il tuo Presidente Mancuso non facendo 

distribuire Clubbing al Borgo?

R. Non ho difeso Aurelio Mancuro persona. Ho preso posizione contro un atto
che ho reputato, e reputo, un ingiusto e scorretto attacco all'Arcigay
attraverso il Presidente dell'Associazione di cui faccio parte, primo
rappresentante della stessa. La nostra unica arma è il boicottagio, e questa
usiamo. Nonostante le dichiarazioni fattemi in privato da alcuni, tra cui le
tue, si è voluto poi suscitare un estremo clamore sul fatto. Questo, le
modalità e i termini utilizzati in alcuni articoli e dichiarazioni pubbliche,
tue e di altri, mi hanno ancora più convinto della decisione che ho preso.


10 - Mi sembra che ci sia assenza di iniziative da parte di Arcigay 

Milano e di cose da fare ce ne sarebbero tante. Se non hai voglia o 

tempo perché non ti dimetti e dai spazio a persone più volenterose?

R. Mi pare strano che proprio tu che pubblichi un mensile che praticamente in
ogni numero cita e racconta una o più attività organizzate dal C.I.G. mi faccia
questa domanda. Sulle attività di Arcigay Milano potresti risponderti da solo.
Per quanto riguarda il mio "mettermi da parte" non ti preoccupare, il mio
mandato scadrà il prossimo settembre ed entro novembre ci saranno le elezioni
del nuovo esecutivo del C.I.G. e non è mia intenzione ricandidarmi, ma non
perché mi senta meno "volenteroso", dato che comunque continuerò a prestare la
mia opera ormai ultradecennale come volontario, ma per un fisiologico bisogno
di ricambio al vertice. Già nella precedente elezione avevo intenzione di non
ricandidarmi, e con me Amedeo Patrizi, il Vicepresidente, ma a seguito di
pressanti richieste da parte di diversi volontari e soci e dalla valutazione
che non vi fossero candidati adeguati alla gestione di una Associazione qual'è
il C.I.G. oggi, ci riproponemmo con l'intento però di stimolare la crescita di
nuove figure, cosa che sembra sia avvenuta.


11 - MI hai scritto che hai deciso di boicottare Clubbing (e non solo) 

anche in futuro. Un gesto di intimidazione, non credi?

R. Come ti ho già detto il boicottaggio e la protesta sono le nostre uniche
armi. Ma non le abbiamo mai usate ne mai le useremo "a vanvera" ma solo per
certi e dichiarati motivi. Abbiamo utilizzato e utilizzereme queste forme solo
quando ce ne sarà la necessità. E' una minaccia? Per me è solo la risposta a
scorrettezze e ingiustizie. Boicottiamo anche Patty Pravo e Renato Zero, che tu
non sentirai mai suonati al Borgo per alcune loro dichiarazioni offensive e mai
smentite nei riguardi degli omosessuali. Boicottiamo (con poco successo devo
dire) Dolce & Gabbana o altri stilisti gay che dall'alto dei loro atelier
sentenziano che non esiste la "questione dei diritti agli omosessuali", ecc
ecc.


12 - Non ti è passato mai in mente che organizzare un pride con punto 

di partenza da via Sammartini sarebbe stato un atto di risposta a chi 

vuole che via Sammartini resti degradata?

R. Non ti è mai passato in mente che organizzare un Pride con partenza in via
Sammartini sarebbe logisticamente impossibile? E poi perché via Sammartini e
non Via Resegone o via Benadir o via Plezzo o via Lombroso o piazza Trento, che
non mi sembrano essere particolarmente rinomate, oppure via Fabio Massimo,
estrema periferia degradata della città? Cosa ha di più via Sammartini? La tua
unilaterale decisione di definirla "Gay Street"?


13 - Posso entrare a lavorare in Arcigay MIlano come volontario? Non 

pensi che il mio impegno sia non contro l'Arcigay ma contro un modo di 

gestire l'Associazione per migliorarla?

R. Ben vengano nuovi volenterosi volontari. Come chiunque si presenti alla
nostra porta con il proposito di darsi da fare per migliorare la vita di tutti
noi (lesbiche, gay, trans ecc.), tu sarai il benvenuto. Tra l'altro a ottobre
inizia il nuovo corso per i volontari a cui potrai partecipare e conoscere
l'Associazione, le attività e le preziose persone che la compongono, per poi
intraprendere la tua attività di volontario in una o più sezioni, gruppi,
commissioni che costituiscono il C.I.G. Arcigay Milano, oppure anche proporne
di nuove.
Questo impegno per il miglioramento sarebbe sicuramente gradito, certamente
molto di più del voler cambiare a "picconate" dall'esterno, senza sapere di
cosa si parla, del perché delle decisioni e delle azioni. Ricordiamoci poi che
Arcigay non rappresenta il Movimento né l'intera popolazione LGBT, ne è solo
una parte. Arcigay rappresenta se stessa e rende conto a se stessa, i soci che
la compongono. I soci che possono contribuire a cambiarla e migliorarla,
semplicemente partecipando alla vita associativa a cui sono costantemente
invitati e benvenuti.







Felix Cossolo

direttore Clubbing
www.gayclubbing.it

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